Lyno-leum

Videography. Performance. Activism.

LYNO-LEUM (aka Massimo Mucchiut) is an independent video producer involved in advertising, activism, culture, education and performative arts.

 

UN PIANO BEN RIUSCITO

Le istruzioni erano chiare: entriamo, ne prendiamo uno, ringraziamo e usciamo.
Ero molto determinato a far sì che tutto andasse come prestabilito.
Era l’estate del 2007. Vivevo ancora a Trieste assieme alla mia ex, Ana. Lei è sempre stata innamorata dei gatti. A me pure piacevano, così come cani, criceti, elefanti, struzzi e giraffe.
Ce ne sono un paio che non mi piacciono più di tanto ma non vorrei passare per razzista.
Si decise per il felino appunto. Così, un pomeriggio, trovato l’annuncio di una cucciolata in un quartiere popolare di Trieste, decidemmo di fare questo grande passo.
Arrivati all’indirizzo ribadii il concetto: uno solo e si va via. Ana annuì.

Da qui in poi i ricordi si fanno un po’ confusi…

Una volta entrati, ricordo di aver visto un nuvolo di microscopici gattini che a malapena riuscivano a stare in piedi. Barcollavano senza senso inciampando l’uno sull’altro e continuavano a spostarsi come particelle impazzite a rallentatore in uno stanzino dove giaceva la madre, visibilmente provata dallo svezzamento.
Ce n’erano almeno sette, credo.
Ricordo di aver avuto le palpitazioni. Erano tutti bellissimi. Vite appena atterrate sulla terra, confuse dal viaggio cosmico e così tenere. Ana era paralizzata. Io pure.
Decisi che da qualche parte bisognava pur cominciare e, seppur non avessi un’idea chiara di come sceglierne uno, mi accovacciai e tesi una mano nel mucchio.
Per qualche istante alcuni di loro mi passarono intorno e mi sfiorarono, poi, con decisione, uno vide la mano e gli venne incontro. L’afferrò e iniziò a leccarmi la punta di un dito.

Ero fottuto.

Lo presi con delicatezza, lo portai al petto ed esclamai: “Questo viene con noi”.
Mi voltai verso Ana. Credo fosse impietrita, felice, eccitata. Non ricordo bene. Ero nella confusione più totale. Avevo scelto una vita.
Ricordo di averla guardata e di aver detto: “Ok, prendine ancora uno al volo e andiamo”.
Mi uscì così. Non so perché. Ero la contraddizione di me stesso.
Lei non se lo fece ripetere due volte, esitò un attimo e ne afferrò un altro.
Ci guardammo come ebeti sbronzi che sanno di aver fatto una cazzata madornale e ne sono pure fieri; li riponemmo delicatamente in una scatola di scarpe imbottita che portammo con noi. Poi, come da copione, ringraziammo, salutammo e ce ne andammo.
Fu così che Brum e Miu si appaiarono alla mia vita.

 

 

SUPER POTERI

Nel corso degli anni sono cambiate molte cose: due partner, una città, cinque appartamenti.
Brum, il maschio, ha sviluppato dei super poteri. A volte diventa invisibile. O perlomeno lui crede di esserlo.
Siccome gli piace moltissimo stare in braccio alle persone ma visto anche che, a volte, le persone hanno bisogno di non avere un gatto addosso, ha sviluppato negli anni una tecnica che gli dà buoni risultati e che, per l’appunto, lo rende invisibile.
Lo si può notare con la coda dell’occhio avvicinarsi ad una velocità (o dovrei dire lentezza) ai limiti del movimento. E’ lì, a qualche metro da te. Sembra immobile ma non lo è. E non ti guarda, perché sa che se ti vede è finita.
Intanto tu continui a scrivere, leggere o quello che stai facendo e lui è sempre lì. Anzi no, sembra dieci centimetri più vicino a quell’orribile lampada a forma di Budda sereno.

Vabbé, chi se ne frega. Dove eravamo rimasti?

Passano cinque minuti e rialzi lo sguardo. Brum sta impallando il Budda. Ora gli è chiaramente davanti. Eppure la sua posizione è la stessa. Sia il Budda che Brum hanno la stessa posizione di cinque minuti fa. Solo che Brum ti è un po’ più vicino.
Questa incredibile tecnica dell’invisibilità può durare anche venti o trenta minuti. 
A un certo punto te lo ritrovi a venti centimetri sul tavolo che guarda fisso il punto dove mettersi comodo (la conca tra il bacino e le gambe).
A quel punto hai due scelte: o lo allontani facendogli capire che a un certo punto è ridiventato visibile, oppure lo lasci fare a uno all’ora finche ti si piazza tronfio sul grembo. E, manco a dirlo, di solito prevale la seconda.

Miu invece apre le porte e ama la conversazione. Ad oggi, non c’è maniglia che non sia riuscita ad aprire. Per fortuna non si ricorda sempre come si fa, però se ha quello scatto di memoria, la porta è aperta con un balzo.
Oltre a questo, ama conversare. Quando attacca, basta darle corda e lei può continuare all’infinito. 

Miu in modalità souvenir.

 

 

UN LIETO FINE

All’incirca due anni fa, Brum era parso abbastanza più tranquillo del solito. Se ne stava lì, mogio e aveva iniziato a bere con più frequenza.
Devo ammettere che se fossi stato più preparato, avrei potuto capire che c’era un problema con qualche giorno d’anticipo. Fu Katarina, la mia ex, ad afferrare la cornetta e a chiamare il veterinario.

La sua faccia si fece subito seria.

Si ipotizzava un’insufficienza renale e la cosa mi spaventò moltissimo. Peraltro si tratta di una condizione che affligge molti felini purtroppo. Prendemmo la gabbietta per il trasporto e ci fiondammo da Jan.
Gli esami furono tutt’altro che incoraggianti e confermarono la teoria ipotizzata al telefono. Oltre a questo, si parlò del peggio e di prepararsi a sopprimere Brum.

Non potevo crederci.

Ricordo che ho pianto moltissimo e che nei giorni a seguire gli somministrammo dei siringoni enormi sotto cute con soluzione salina e altre medicine. Brum passò per due cicli di trasfusione e ricordo anche di averlo coccolato ben più del normale. Ci speravo e ce l’abbiamo messa tutta.
Dopo due settimane di terapia andammo di nuovo da Jan per i nuovi esami. Avevo il cuore in gola.
Mi ricordo che quando uscì ci fu istintivamente un’ondata di moderato ottimismo. Jan disse che stava evidentemente meglio e che, finita la terapia, avesse mantenuto i valori, Brum avrebbe vissuto senza problemi.

Non ne eravamo fuori ma si intravedeva una luce.
Passarono altre settimane e tutto filava liscio; Brum mangia ancora oggi un cibo speciale, un po’ più caro ma molto importante per il suo equilibrio.

Poco tempo fa, cioè un anno e mezzo dopo la crisi, l’ho portato di nuovo da Jan per fare le analisi e capire a che punto siamo. Pare proprio che si sia ripreso alla grande e sembra sia uno di quei rari casi in cui ha recuperato le funzioni normali.
E’ un po’ più delicato di reni, ma sta bene!

 

 

E ADESSO?

Adesso siamo in una nuova era. Cambiata città, cinque appartamenti e due morose, si prospettano nuovi scenari. Al momento viviamo in un bellissimo appartamento poco fuori Ljubljana circondati dal verde. Miu e Brum sono sereni perché sono ignari dei miei piani. Quegli stessi piani che mi emozionano e mi affliggono pesantemente al contempo.

Da almeno un anno ho iniziato un percorso professionale che sento molto importante. Mi piace pensare che sia importante anche per altri.
Dopo una parentesi di tre anni nel mondo della pubblicità, ho deciso di lasciare quel contesto così vuoto e falso e di disintossicarmene per capire cosa fare della mia passione: raccontare storie.
A un certo punto, ho deciso di dedicarmi a raccontare le storie di chi ha avuto meno fortuna di me, che non solo non ho mai combattuto una guerra, ma ho una famiglia, un lavoro che amo profondamente e soprattutto, ho potuto scegliere. Quasi sempre.
Ho iniziato a viaggiare con più frequenza e per periodi più lunghi. Ho raccontato storie di disagio, critiche e drammatiche di chi ha perso, di chi ha visto l'orrore e di chi non chiede più nulla al domani. Sebbene so che non posso fare una grande differenza per molti, voglio credere che nel conoscere le persone in scala uno a uno, dar loro attenzione e magari un sorriso, sia un modo prezioso per fare la differenza.

Naturalmente questo è incompatibile con Miu & Brum.
Dal momento che vivo da solo, devo chiedere a due care amiche di fare i turni per venire a seguire i due pelosi. Stanno fino a tre giorni da soli e per fortuna si tengono compagnia a vicenda, ma non è la situazione ideale.

Potrei presto partire per mesi e comunque continuare per anni a lavorare in progetti di cooperazione internazionale a migliaia di chilometri da casa.
E' per questo motivo che ho deciso di utilizzare questo blog per lanciare un messaggio di aiuto: cerco una sistemazione ideale a lungo termine per i miei due amori.

Brum e Miu

Brum e Miu

E' chiaro che sto malissimo al pensiero di separarmene. Sono la cosa più vicina a dei figli che ho.
Mi sento un Giuda, una persona senza cuore ed egoista. Un traditore di ultimo livello.
Eppure spero di riuscire a far combaciare tutto e vorrei offrir loro una sistemazione anche migliore di quelle che hanno avuto con me. 
Per questo cerco qualcuno che ami profondamente gli animali e che possibilmente viva nella natura remota o in uno spazio ampio con accesso verso l'esterno, possibilmente protetto. Questi due fenomeni sono cresciuti in appartamento e, sebbene si faccia qualche giretto dietro casa la sera con il collare, non hanno mai preso le misure per la città o comunque per le strade e non posso immaginarli capaci di adattarsi a contesti urbani o semplicemente a vie trafficate da automobili.

Sono molto affettuosi sia con gli esseri umani che tra di loro. Anzi, si amano proprio.

Mi auguro di riuscire a trovare una o più persone col cuore grande che riescano a continuare a dare amore e a prendersi cura di questi due magnifici gatti e che magari mi lasci venire a trovarli di tanto in tanto, quando sarò in zona.


Massimo